Passeggiate tra vigneti e fumarole

Ischia è un’isola vulcanica, dagli scorci che rapiscono lo sguardo, con caratteristiche climatiche uniche che mutano stagione dopo stagione tra valli e colline, scogliere e spiagge, promontori e pinete, boschi e montagne dall’habitat incontaminato. I quattro elementi primordiali, l’aria, la terra, il fuoco e l’acqua sono la sintesi perfetta dei paesaggi ischitani. All’interno, gli alberi di alto fusto si aprono in radure colorate dalle violette bianche, come al Cretaio, al bosco della Maddalena ed al Fondo d’Oglio, oasi per naturalisti, dove volano gli uccelli migratori, in un caleidoscopio di orchidee selvagge, anemoni, e rarissimi papiri delle calde fumarole.

Accompagnata dai profumi di rosmarino e origano selvatico, timo e salvia, la natura si diverte a regalare sensazioni da est a ovest, dalle coste di Campagnano e Piano Liguori, fino a Punta Imperatore e Punta Zaro, sorvolando la spettacolare vitalità della Falanga, altro eden biologico dove attecchiscono licheni e felci elegantissime e tropicali. Tra la vegetazione fittissima spuntano le stupefacenti fosse per raccogliere la neve che, una volta ammassata e pressata, era ricoperta di stuoie e legna di castagno per essere conservata fino all’estate, quando si utilizzava per rinfrescare l’acqua. Le fosse erano scavate nella roccia di tufo verde, che si trova solo a Ischia e caratterizza il paesaggio. La ginestra, le querce, le acacie, giocano ovunque con la luce del Mediterraneo, che attraversa le terrazze delimitate da muri a secco e che accolgono vigneti, frutteti, agrumeti e curatissimi orti.

Dalla tavola contadina alla cucina dei gourmet, trionfano i sapori genuini della terra fertile e del mare pescoso. Veri e propri tesori del gusto, accompagnati da una millenaria tradizione legata al vino doc prodotto da vitigni nobili denominati Biancolella, Forastera, Rilla (per i vini bianchi); Guarnaccia e “Per’e Palummo” (per i rossi). Il ricettario tipico è legato al coniglio, che vive allo stato selvatico nei boschi (ricchi anche di funghi, more e corbezzoli), ed è allevato da secoli in fosse scavate nei fondi rurali o in gabbie; non c’è famiglia o trattoria dove non si possa provare il “coniglio all’ischitana”.

Il suolo vulcanico favorisce la crescita dei pomodori, abitualmente raccolti a grappoli ed intrecciati uno sull’altro per formare i caratteristici “pendoli”, conservati in luoghi areati e asciutti. Lungo la costa, il lavoro dei pescatori fornisce ogni giorno il pesce più pregiato e famoso dell’isola, la pezzogna, insieme a spigole, orate, saraghi, piccoli tonni, gamberi, calamari, totani e aragoste che, con i pesci meno pregiati ma dal sapore straordinario, arricchiscono il menu dei ristoranti specializzati e degli agriturismo.

Per gli amanti delle passeggiate nella natura ed del trekking, per gli appassionati della buona tavola, o per gli estimatori di piante, fiori, colori e profumi raccolti e messi insieme dai coniugi Walton a metà del secolo scorso nello splendido giardino mediterraneo e subtropicale della Mortella, Ischia è sicuramente una meta da non perdere.

Passeggiate tra vigneti e fumarole